In Calabria, nel sud Italia, sono stati trovati dalla protezione civile gatti con stracci imbevuti di liquido infiammabile sulla coda. “Atti disumani” che provengono “non solo da una mente disturbata, ma da una mente veramente criminale”, si rammaricano le autorità.
Mentre incendi senza precedenti hanno devastato l’Europa, le autorità italiane hanno stabilito che alcuni dei recenti incendi sono di origine criminale. A volte con metodi difficili da credere. La protezione civile calabrese ha così scoperto dei gatti con degli stracci imbevuti di liquido infiammabile attaccati alla coda, ha riferito il quotidiano La Stampa mercoledì 22 luglio.
“Poi i gatti venivano gettati nei campi per favorire la propagazione degli incendi”, ha spiegato Domenico Costarella, direttore generale della Protezione civile della Regione Calabria, in un video pubblicato sui social dal presidente del consiglio regionale, Roberto Occhiuto.
Il metodo crudele favorisce una diffusione profonda delle fiamme, con gli animali che corrono nei campi dopo essere stati dati alle fiamme.
“Atti disumani”
“Abbiamo rinvenuto dispositivi di accensione e dispositivi di temporizzazione, frutto non solo di una mente squilibrata, ma di una vera e propria mente criminale”, ha lamentato Domenico Costarella.
“Torniamo al lavoro, torniamo ai nostri messaggi, ma dobbiamo andare avanti con un cambiamento culturale. Sono atti disumani. Purtroppo il peggior nemico dell’uomo è l’uomo” ha concluso il Direttore generale della Protezione civile.
Una frase finale ripresa anche dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che accompagna il suo video sui social.