Questo piano in cinque punti, che riunisce misure, alcune delle quali già proposte, mira a rafforzare la sorveglianza dell’ingresso in Europa e la risposta all’emergenza. Il media pubblico greco ERT descrive queste proposte/
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Martedì 29 settembre a Bruxelles è stato presentato un piano in cinque punti per prevenire, segnalare rapidamente e gestire gli arrivi improvvisi e di massa di migranti irregolari, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza e la sicurezza alle frontiere esterne dell’Unione. Questo piano sarà riesaminato nel prossimo Consiglio (Giustizia e Affari interni).
Questa iniziativa è la risposta della Commissione (europea) alla crisi migratoria che ha colpito Ceuta quest’estate. Bruxelles sottolinea che il numero di attraversamenti illegali è al livello più basso dal 2021, ma ammette che i confini dell’UE sono stati recentemente messi a dura prova, sia a est che nel Mediterraneo.
Nel suo comunicato stampa, la Commissione sottolinea che la presidente Ursula von der Leyen, durante il suo discorso sullo stato dell’Unione, ha insistito sul fatto che “Gli strumenti dell’UE devono essere sviluppati, soprattutto per affrontare le emergenze.”
Per la vicepresidente della commissione, Henna Virkkunen, “Un’Europa più forte inizia da frontiere esterne più forti”e aggiunge che l’Unione (europea), attraverso strumenti digitali sicuri, una migliore condivisione dei dati e una tecnologia più intelligente, aiuta le autorità di frontiera a gestire i flussi migratori e a combattere la criminalità transfrontaliera.
Questo piano si basa sulla strategia europea in materia di asilo e migrazione del gennaio 2026 ed è costruito attorno a cinque pilastri:
- Una più stretta cooperazione con i paesi partner, con particolare attenzione all’allarme rapido e alla condivisione delle informazioni.
- Lo sviluppo di un nuovo quadro europeo per la risposta alle catastrofi, in particolare per gli scenari in cui massicci movimenti di popolazione vengono provocati e utilizzati come arma.
- Monitoraggio e allerta precoce.
- Smantellamento delle reti della tratta e del traffico di esseri umani.
- Rafforzare il rimpatrio, con la Commissione che chiede l’uso di tutti gli strumenti disponibili, compresi il commercio, la cooperazione allo sviluppo e i visti.
Va notato che la maggior parte delle misure incluse in questo piano non sono nuove. Il rafforzamento del mandato di Frontex rientra negli impegni assunti dalla Commissione a partire dagli orientamenti politici del 2024. La creazione di uffici europei responsabili dell’immigrazione legale era prevista nella strategia sui visti pubblicata a gennaio, e da febbraio a Nuova Delhi è operativo il primo progetto pilota. Per quanto riguarda il regime di sanzioni contro i trafficanti di esseri umani, è stato proposto a luglio e attende l’approvazione unanime del Consiglio.
La revisione della Direttiva sulla facilitazione dell’ingresso illegale è in sospeso dal novembre 2023 e il Parlamento europeo deve ancora adottare una posizione negoziale.
I recenti sviluppi includono una proposta per dare a Frontex una base giuridica per monitorare i social media, un progetto che è stato abbandonato nel 2019 a seguito di obiezioni relative alla protezione dei dati personali, nonché proposte di protocolli di cooperazione con le principali piattaforme online.
Infine, il quadro europeo per la risposta alle catastrofi, annunciato da Ursula von der Leyen il 16 settembre a Strasburgo, non è stato ancora precisato nei dettagli.
Un articolo scritto da ERTnews, originariamente pubblicato martedì 29 settembre 2026 alle 13:02. Tradotto e curato per franceinfo da Alice Kouri.