La società francese Orange e altri tre colossi europei delle telecomunicazioni hanno annunciato l’intenzione di unire le forze per competere con Starlink, aggiudicandosi frequenze che verranno riassegnate dall’Unione Europea nel 2027.
Vedremo un concorrente europeo arrivare a Starlink? Si vociferava a settembre, l’idea appare oggi: Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone hanno firmato una lettera di intenti “per studiare una richiesta congiunta”, con l’obiettivo di ridistribuire le frequenze dei cosiddetti servizi satellitari mobili (SSM) da parte dell’Unione Europea nel 2027.
Queste frequenze consentono la comunicazione diretta, senza antenna, tra uno smartphone e un satellite, anche in una zona senza sbocco sul mare. Dal 2008 possedevano due operatori americani, Viasat ed Echostar. SpaceX, che alimenta Starlink, aveva acquistato parte del display utilizzato da quest’ultimo.
Divisione della frequenza in tre
Lo scorso maggio la Commissione europea ha proposto una nuova classificazione di questi periodi. Un terzo vorrebbe riservarlo “per uso governativo, ad esempio comunicazioni importanti, sicurezza e militari”, i cui servizi dovrebbero essere affidati a una task force europea. In futuro, queste sessioni saranno supportate dalla futura rete europea di satelliti per comunicazioni sicure, IRIS², il cui primo lancio dovrebbe avvenire nel 2029.
Un terzo sarà riservato agli operatori europei che entrano nel mercato, per favorirne l’arrivo. L’ultimo terzo resterà aperto a tutti gli altri operatori, riducendo così la quota di frequenze utilizzate da operatori extraeuropei.
In linea con gli auspici della Commissione europea, i quattro operatori europei hanno evidenziato l’intenzione di “rafforzare la sovranità, la sicurezza e la resilienza dell’Europa nel campo delle infrastrutture critiche di comunicazione”.
Giveaway aperto alla competizione europea
Nel loro comunicato stampa, i membri di questa organizzazione hanno inoltre annunciato di voler consentire a tutti gli operatori mobili europei di “accedere, in modo aperto e non discriminatorio, ai mezzi necessari per offrire servizi Direct-to-Device (D2D) ai loro clienti”. Aprire la concorrenza per evitare i monopoli e offrire ai consumatori una varietà di offerte ma soprattutto di prezzi.
Infine, se i quattro operatori collegati si impegnano a realizzare l’infrastruttura di rete necessaria per tali operazioni, devono comunque trovare un partner europeo che fornisca loro una “costellazione di satelliti” e rispettare il principio di sovranità stabilito.