John Lee promette un uso ‘prudente’ del potere per definire i reati contro la sicurezza nazionale

Il leader di Hong Kong ha promesso di osservare intelligenza e serietà nel definire i reati di sicurezza nazionale secondo la nuova legislazione, respingendo le preoccupazioni circa una centralizzazione del potere e sottolineando che il processo spesso include “attori statali” e informazioni altamente sensibili.

La legislazione sussidiaria, che introduce un meccanismo di classificazione per “altri reati che mettono in pericolo la sicurezza nazionale” ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed è entrata in vigore martedì.

L’amministratore delegato John Lee Ka-chiu ha affermato che la legislazione sussidiaria apporterebbe maggiore chiarezza all’amministrazione della giustizia.

Secondo la nuova legge, qualsiasi caso accompagnato da un certificato dell’amministratore delegato che attesta che costituisce sicurezza nazionale sarà soggetto a tutte le procedure di indagine, detenzione e processo applicabili a tali reati, comprese condizioni di cauzione più rigorose e processi da parte di giudici designati.

La legislazione sulla gazzetta prevede che un caso possa essere identificato come un reato alla sicurezza nazionale anche se l’atto o il procedimento giudiziario hanno avuto luogo prima che la legge sulla sicurezza nazionale promulgata da Pechino entrasse in vigore nel 2020.

La legge inoltre non specifica un “punto limite” entro il quale l’amministratore delegato può rilasciare tale certificato, nonostante sia valido quando una persona è indagata, arrestata o accusata.



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