Mohsen Paknejad | Foto: Wikimedia Commons
Di Patrick Sykes
Il ministro del Petrolio iraniano Mohsen Paknejad si è dimesso, adducendo ragioni personali, mentre la Repubblica islamica cerca di mantenere la sua industria petrolifera sotto un inasprito blocco statunitense.
Il presidente Masoud Pezeshkian ha accettato domenica la lettera di dimissioni di Paknejad dopo aver respinto diverse richieste precedenti di dimissioni da parte del funzionario petrolifero, ha riferito l’agenzia di stampa statale della Repubblica islamica.
Pezeshkian ha nominato ministro ad interim Hamid Bovard, vice ministro del Petrolio e amministratore delegato della compagnia petrolifera nazionale iraniana, ha riferito Shana, società statale. Bovard in precedenza era a capo di diverse filiali della NIOC focalizzate sulla produzione ed esplorazione di petrolio e gas.
Il nuovo ministro eredita un’industria petrolifera che si trova sotto una pressione senza precedenti da parte degli Stati Uniti, mentre Washington cerca di forzare una conclusione favorevole alla sua guerra di sette mesi contro Teheran.
Il blocco navale statunitense nel Golfo Persico ha posto fine alle esportazioni di petrolio iraniano – una fonte fondamentale di entrate – costringendo l’industria a tagliare a sua volta la produzione. L’Iran deve far fronte anche alla carenza di petrolio e gas naturale, aggravata dalla guerra.
Il rimpasto arriva anche nel contesto di un crescente controllo sulla rete di intermediari su cui l’Iran fa affidamento per aggirare le sanzioni statunitensi.
Il capo della magistratura iraniana, Gholam-Hossein Mohseni-Eje’i, ha criticato il sistema dei cosiddetti “fiduciari” che facilitano la vendita del petrolio greggio e che sono accusati di non restituire i profitti.
Pubblicato per la prima volta: 05 ottobre 2026 | 22:46 SUB