Quando è uscito il primo film di “L’Odissea” di Christopher Nolan, alcune delle persone peggiori su Internet di Al Gore hanno perso la testa (tra cui il capo di Elon Musk). Ne negarono le inesattezze, anche se il poema epico di Omero non è solo mitologico, ma fa anche parte di una tradizione orale nella quale è stato ampliato e rimodellato nel corso dei secoli. Non concedere licenze artistiche quando si parla di “L’Odissea” significa negare la sua stessa essenza.
È ovvio che Nolan, il regista premio Oscar dietro “Oppenheimer” e “Inception”, si prenderebbe delle libertà creative con la storia di Homer per ritagliare una storia di 600 pagine in un film di 3 ore e darci la sua interpretazione. Il suo Ulisse (Matt Damon) è un uomo distrutto, perseguitato dalle visioni della guerra di Troia che, con la guida di Atena (Zendaya), si scontra con dei, sirene, giganti, Scilla e un ciclope nel suo viaggio di 10 anni verso Itaca, dove la sua fedele moglie Penelope (figlio di Anne Hathaway) è il corteggiatore di Fenelope (figlio di Anne Hathaway), guidata dal crudele Antinoo. (Robert Pattinson), che compete per la sua mano e per il trono di Ulisse.
L’adattamento di “L’Odissea” di Nolan si discosta dalla storia di Omero in molti modi. Ecco tutte le differenze tra il film e il libro.
(Attenzione: spoiler in vista…)
Penelope e Telemaco
Penelope (Anne Hathaway) e Telemaco (Tom Holland) in “L’Odissea”.
Melinda Sue Gordon
Uno dei maggiori cambiamenti apportati da Nolan al poema epico di Omero riguarda due dei suoi personaggi centrali: la moglie e il figlio di Ulisse. Nel libro, Telemaco rimprovera sua madre in diverse occasioni, ordinandole persino di tornare nelle sue stanze per riprendere a tessere dopo aver richiesto una canzone “meno dolorosa” al bardo, comandando: “La parola sarà affare degli uomini, di tutti loro, e soprattutto di me; perché mio è il potere in questa casa”. La sua condiscendenza verso la madre rappresenta sicuramente gli atteggiamenti patriarcali del periodo. Nolan ha invertito i loro ruoli nel film, con Penelope che spesso rimproverava Telemaco per la sua immaturità e proclamava persino che, se avesse potuto fare a modo suo, avrebbe visto i corteggiatori “bruciare” a morte. Questa è una Penelope più padrona di sé di quanto abbiamo mai visto.
Altrimenti e Antinoo
Il personaggio di Sinone, un soldato greco tradito (e cugino di Ulisse) che inganna i Troiani facendogli portare il cavallo di Troia all’interno delle mura di Troia, non è menzionato nell’Iliade o nell’Odissea, ma piuttosto nell’Eneide di Virgilio. Nolan ha riutilizzato il personaggio, interpretato da Elliot Page, nel suo film, trasformandolo in un pastorello di Itaca che prese il posto di Antinoo quando fu arruolato in guerra, e fu indotto da Ulisse a sacrificare la sua vita in modo che il cavallo di Troia potesse essere portato a Troia. Più tardi, quando Ulisse incontra l’anima morta di Sinon nell’Ade, il soldato caduto ha il compito di restituire un totem ad Antinoo per ricordargli la sua codardia. È un’interessante scelta narrativa da parte di Nolan quella di scegliere Antinoo, il più famigerato dei corteggiatori di Penelope, come Di più di un asino senza spina dorsale.
Elena di Troia e Clitennestra
Sebbene entrambi siano personaggi minori nella poesia di Omero, Nolan ha apportato alcune modifiche ai personaggi. Elena di Troia e Clitennestra sono sorelle gemelle nel film mentre sono sorellastre nel libro, lasciando Elena di Troia con una cicatrice gigante sul viso in segno di vergogna per il varo di mille navi.
I Lestrigoni
Universale
Se fossi uno dei tanti a chiedersi se i giganti pesantemente corazzati e armati di spada con cui Ulisse e il suo equipaggio si scontrano nel trailer di “L’Odissea” fossero nel libro, beh, non lo sono. Nolan si prese notevoli libertà creative con i Lestrigoni, una tribù di giganti mangiatori di uomini discendenti da Poseidone. Nella storia di Omero, divorano molti degli uomini di Ulisse e distruggono 11 delle loro 12 navi lanciando loro massi giganti. Il film vede i Lestrigoni reinventati come giganteschi cavalieri corazzati che intrappolano gli uomini di Ulisse in gabbie formate manipolando la foresta, distruggendo due delle sue tre navi nel processo.
Feaci e mangiatori di loto
Ovviamente, Nolan ha dovuto fare alcuni tagli per trasformare un libro di 600 pagine in un film di 3 ore, quindi ha scelto di lasciare che Ulisse e il suo equipaggio trascorressero il tempo su Scheria con i Feaci, noti per le loro imponenti navi. A Scheria, la principessa Nausicaa guida Ulisse dal re Alcinoo e dalla regina Arete, che accettano di trasportarlo a Itaca su una delle loro potenti navi dopo averli intrattenuti con i racconti della guerra di Troia. Ulisse e i suoi uomini sbarcano anche su un’isola di mangiatori di loto, dove i suoi soldati consumano il fiore di loto e smettono di preoccuparsi di tornare a casa, prima che Ulisse li costringa a tornare sulle loro navi. Anche questo episodio manca nel film di Nolan. Invece, il regista chiede a Calipso (Charlize Theron) di dare il fiore di loto a Ulisse in modo che si dimentichi di voler tornare a casa.
Ciclope
Il trucco più intelligente di Ulisse nella storia di Omero riguarda la fuga di lui e dei suoi uomini da Polifemo, il ciclope gigante (e figlio di Poseidone). All’inizio Ulisse dice ai Ciclopi che il suo nome è “Nessuno”, così quando lo ricoprono di vino e poi lo accecano con un paletto affilato, grida ai suoi vicini preoccupati che sentono i suoi lamenti di dolore: “Nessuno mi fa male!” Quindi Ulisse e i suoi commilitoni sgattaiolano fuori dalla grotta dei Ciclopi attaccandosi al fondo delle pecore, mentre il Ciclope strofina la parte superiore del suo gregge mentre lasciano la grotta. La battuta sul “nessuno” manca nel film di Nolan, così come il gioco del vino e la mossa di legare le pecore; piuttosto, Ulisse ei suoi uomini fuggono dalla grotta dopo aver accecato il Ciclope trasportando cespugli sulla schiena.
Sei
Ulisse (Matt Damon) in “L’Odissea”.
©Universale/per gentile concessione di Everett Collection
Ulisse è un personaggio molto più conflittuale nella storia di Omero, soccombe al sesso con Calipso sulla sua isola per sette anni e convince la dea-maga Circe a liberare i suoi uomini dal suo incantesimo in cambio del suo letto. Nolan ha trasformato Ulisse in una moglie totalmente fedele imprigionata sull’isola di Calipso consumando il loto che cancella la memoria e si scaglia contro Circe (Samantha Morton, straordinaria) quando brandisce una lama contro sua sorella, che si è trasformata in un corvo.
Gli accenti
Ogni personaggio nel film di Nolan non solo ha un accento americano ma fa ben poco per adattare il proprio tono. È particolarmente terrificante nel caso dello spietato guerriero Agamennone di Benny Safdie, dal momento che Safdie non ha esattamente le voci più impressionanti (il film fa anche di tutto per evitare di mostrare il volto di Safdie), e Menelao di Jon Bernthal, re di Sparta, che suona proprio come, beh, lo scaltro Jon Bernthal. Avere ogni attore con un accento greco sarebbe un po’ eccessivo, quindi forse il percorso dell’accento britannico, alla “Io, Claudio”, si dimostrerebbe meno fonte di distrazione.
Gli dei
Ulisse (Matt Damon) e Atena (Zendaya) in “L’Odissea”.
Melinda Sue Gordon
Mentre Atena di Zendaya, che per lo più sembra approvare (sorride) o disapprovare (scuote la testa) le azioni di Ulisse, Ade, dio degli inferi, Calipso e Circe fanno tutti la loro apparizione nell’Odissea di Nolan, gli altri dei sono notevolmente assenti dal film di Nolan. Non ci sono avvistamenti di Zeus, Poseidone, Ino o Eracle, e l’araldo Hermes, che ha un ruolo importante nella storia di Omero, libera Ulisse da Calipso. E dandogli un’erba magica per proteggerlo dagli incantesimi di Circe – non si trova da nessuna parte.
Il travestimento
La metà posteriore della storia di Omero vede Ulisse spendere molto di tempo vagando per Itaca, andando a letto con i pretendenti e raccogliendo informazioni su chi gli rimane fedele mentre si traveste da vecchio mendicante rugoso, per gentile concessione di Atena. Il film di Nolan elimina il trucco del vecchio rugoso, chiedendo invece a Ulisse di proteggere il suo volto ferito e malconcio con il cappuccio del suo mantello.
Agguato
Nell’Odissea di Omero, i pretendenti di Penelope, guidati da Antinoo, tendono una trappola per Telemaco, che è salpato per scoprire la scomparsa del padre, che sta aspettando su una nave sull’isola di Asteris, pronto a balzare. Atena avverte Telemaco del tentativo di omicidio e gli permette di aggirare lo stretto ed evitare i corteggiatori. Il film di Nolan vede Telemaco e il suo fidato consigliere, Mentore (Ryan Hurst), vittime di un’imboscata da parte dei corteggiatori in un tempio dedicato ad Apollo. Il Mentore viene ucciso, ma Telemaco riesce a salvarsi per un pelo grazie a Ulisse, che distrugge i corteggiatori in abiti da mendicante. Antinoo, nel frattempo, è rimasto a Itaca.
Laerte
L’unico personaggio più importante escluso dalla versione di Nolan de “L’Odissea” è Laerte, l’anziano padre di Ulisse ed ex re di Itaca. Laerte, un guerriero un tempo eroico, è colui per il quale Penelope tesse il sudario per il quale si dipana ogni notte e inganna i suoi corteggiatori. Consumato dal dolore per i 20 anni di assenza di suo figlio – lo stesso dolore che costò la vita a sua moglie (e madre di Ulisse) Anticlea – ha abbandonato il palazzo di Itaca e si è ritirato nella sua fattoria, appassindo in attesa del ritorno di Ulisse. Il ricongiungimento di Ulisse con Laerte alla fattoria è una delle scene più emozionanti del libro, nonché un esempio inquietante del feticismo dell’illuminazione a gas di Ulisse, mentre tormenta suo padre fingendosi un estraneo prima di rivelare la sua vera identità. Grazie ai poteri di Atena, Laerte si unisce a Ulisse nella battaglia contro le famiglie vendicative dei pretendenti uccisi e uccide Eupeithes, il padre di Antinoo.
Per uccidere i pretendenti
Antinoo (Robert Pattinson) in “L’Odissea”.
Melinda Sue Gordon
Nella versione di Nolan de “L’Odissea”, dopo aver teso l’arco e scoccato una freccia attraverso una fila di asce, Ulisse affronta i corteggiatori da solo, sconfiggendoli uno dopo l’altro e ricevendo ferite quasi mortali nel processo. L’unico contributo di Telemaco è quello di uccidere Melanzio, il perfido contadino itacano, impedendogli di continuare ad armare i pretendenti. Le donne schiave vengono risparmiate e, dopo aver assistito al coraggio di Ulisse, molti pretendenti smettono di combattere e si inginocchiano davanti al loro legittimo re. La versione di Omero lo è molto più brutale e vanta un Telemaco molto più eroico, che combatte al fianco di suo padre contro i corteggiatori, dove i due (e due fedeli servitori, con l’aiuto di Atena) uccidono tutti i bastardi. Quindi Telemaco e Ulisse costringono le schiave che avevano dormito con i corteggiatori a pulire il sangue dai pavimenti prima di appenderli. E Melanzio? La sua morte è la più cruenta di tutte: prima viene legato, poi gli vengono tagliati le orecchie, il naso, le mani, i piedi e i genitali. Ahi.
La fine
Il film di Nolan si conclude con Penelope che abbraccia immediatamente Ulisse gravemente ferito dopo la battaglia reale dei suoi corteggiatori, Telemaco viene incoronato re e Ulisse e Penelope salpano verso il tramonto, essendo stati costretti all’esilio dopo che il vendicativo eroe di guerra aveva inviato così tanti corteggiatori di Itaca nell’Ade. Nel poema di Omero la saggia Penelope mette alla prova Ulisse chiedendogli di spostare il loro letto. Ulisse le dice che ha ricavato il letto da un ulivo e che non può essere spostato (risposta corretta!) e i due si abbracciano amorevolmente. Quindi le famiglie dei pretendenti uccisi si riuniscono e giurano vendetta, scontrandosi con Ulisse, Telemaco, Laerte e i fedeli servitori, solo per vedere Atena intervenire e porre fine bruscamente ai combattimenti.