Hong Kong si prepara a riforme radicali dopo la fine dell’inchiesta Tai Po Flame

Le autorità di Hong Kong sono pronte ad attuare riforme radicali a seguito della conclusione dell’indagine sull’incendio più mortale della città da decenni, tra cui la criminalizzazione delle manovre di gara e la revisione delle leggi sulla sicurezza antincendio e sulla gestione della proprietà.

Gli osservatori politici si aspettavano anche che gli alti funzionari, compresi i ministri, si assumessero la responsabilità dell’incendio quando la commissione avrebbe presentato il suo rapporto, che secondo le fonti sarebbe stato ritardato di un mese fino alla fine di ottobre a causa del tempo extra necessario per rivedere i documenti.

L’inferno, che ha travolto sette degli otto isolati della corte Wang Phuc a Tai Po il 26 novembre dello scorso anno, ha ucciso 168 persone e ha provocato lo sfollamento di quasi 5.000 residenti.

Al centro dell’indagine c’erano le presunte turbative d’asta nel progetto di manutenzione da 336 milioni di dollari di Hong Kong (43 milioni di dollari USA) che era in corso quando la tenuta andò in fiamme.

I materiali scadenti utilizzati nei lavori di ristrutturazione sono risultati aver contribuito alla propagazione esponenziale dell’incendio, mentre almeno due sindacati di turbativa d’asta sono stati individuati come “potenzialmente legati” alla gara.

La Competition Commission ha dichiarato che intende presentare proposte per criminalizzare la turbativa d’asta già a settembre per aprire la strada alle autorità affinché presentino modifiche legislative entro la fine dell’anno per rafforzare la deterrenza legale.



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