L’aumento dei costi di finanziamento mostra rischi di finanziamento per l’espansione globale dell’intelligenza artificiale: rapporto di Jefferies


Secondo un rapporto di ricerca di Jefferies, i mercati finanziari stanno mostrando segnali di crescente pressione sul finanziamento degli investimenti globali nell’intelligenza artificiale (AI), con un rischio di credito in aumento per le aziende coinvolte nella costruzione di infrastrutture di intelligenza artificiale.

Il rapporto ha evidenziato un forte aumento degli indicatori di rischio di credito per aziende come Oracle e CoreWeave, sollevando preoccupazioni sulla possibilità che i mercati finanziari continueranno a supportare i grandi investimenti necessari per scalare l’intelligenza artificiale.

Nel suo rapporto di ricerca GREED & FEAR intitolato “Pressioni a forma di K, tremori dell’intelligenza artificiale e Houthi”, Christopher Wood di Jefferies ha affermato che gli investitori dovrebbero monitorare attentamente le condizioni di prestito poiché le aziende continuano a spendere molto in infrastrutture di intelligenza artificiale.

Il rapporto afferma che gli investitori dovrebbero rimanere “concentrati sugli spread creditizi alla luce di qualsiasi prova che il mercato non sia più disposto a finanziare il boom di capex in corso nel settore dell’intelligenza artificiale”.

Gli spread creditizi sono un indicatore del rischio associato ai prestiti alle imprese. Un aumento di questo spread indica solitamente che gli investitori cercano una remunerazione maggiore per l’assunzione del rischio di credito.


Secondo il rapporto, lo spread quinquennale dei credit default swap (CDS) di Oracle è aumentato da 186 punti dell’11 settembre a 288, mentre lo spread di CoreWeave è aumentato da 749 a 1.118 punti nello stesso periodo.

“Questi sono i livelli più alti visti fino ad oggi da quando è iniziato il ciclo di capex sull’intelligenza artificiale all’inizio del 2023”, afferma il rapporto. Ha inoltre sottolineato che il rendimento delle obbligazioni di CoreWeave con scadenza nel 2032 ha raggiunto il 14,8%, indicando l’elevato costo del capitale della società.

Lo sviluppo è importante in quanto il potenziamento dell’infrastruttura AI richiede ingenti investimenti in data center, capacità di calcolo e tecnologie correlate. Gli elevati costi di finanziamento possono rendere difficile il finanziamento di tali progetti, soprattutto per le aziende che fanno affidamento su finanziamenti esteri.

Tuttavia, il rapporto non suggerisce che i finanziamenti per i programmi di intelligenza artificiale siano stati interrotti. Invece, indica l’aumento del rischio di credito come un segnale di allarme precoce a cui gli investitori dovrebbero prestare attenzione.

Jefferies ha anche evidenziato la possibilità di rallentare la crescita degli utili tra le società legate all’intelligenza artificiale. Citando un rapporto di ricerca separato intitolato “Diversifying Beyond AI”, pubblicato il 13 ottobre, si afferma che la crescita degli utili di consenso per i titoli AI dovrebbe diminuire da quasi il 100% nel 2026 al 30% nel 2027 e al 22% nel 2028.

Il rapporto rileva che le azioni globali di AI vengono scambiate a 23 volte gli utili futuri, rispetto a 13 volte per le azioni non-AI, indicando un ampio divario di valutazione.

I risultati suggeriscono che, sebbene gli investimenti nell’intelligenza artificiale rimangano elevati, l’aumento dei rischi finanziari e le aspettative di una crescita degli utili più lenta potrebbero aumentare la pressione sulle aziende affinché ne giustifichino l’uso.



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