La Francia affronterà l’Italia venerdì allo Stade de France (20:45) nella terza giornata della Nations League.
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“Non così, Zinedine. No. No, lui no. Non oggi, non adesso, non dopo tutto quello che hai fatto…”. Che Zinedine Zidane piaccia o no, la sua storia con la Francia sarà sempre segnata dal ‘colpo di testa’ del compianto Thierry Gilardi nella finale dei Mondiali del 2006. Quindi, vent’anni dopo, è tempo di scoprirlo Nazionalema questa volta da allenatore dei Blues, venerdì 2 ottobre, non ha potuto evitare domande sull’argomento. Ma l’ex juventino preferisce mantenere gli aspetti positivi della sua storia con l’Italia.
Domenica 9 luglio 2006, Berlino. Giocheremo il 110° minuto dei tempi supplementari della finale dei Mondiali, dove italiani e francesi sono testa a testa (1:1), compreso il punteggio di apertura al 7° minuto di Zinedine Zidane. Poi arriva il pareggio, Marco Materazzi (19esimo), che fa arrabbiare Zidane al centro del campo, con il francese che lo espelle di testa. “Le immagini me lo ricordano sempre perché viene riprodotto ovunque in loop” L’allenatore francese ha espresso rammarico in una conferenza stampa il giorno prima della partita di giovedì.
Dispiace per queste immagini virali, ma non per il gesto, nemmeno vent’anni dopo, e da allora non parla più con Materazzi. “Per fortuna non l’ho fatto e basta, e ci sono altre belle immagini, penso ad altre più positive. Non ho rimpianti. Non sono orgoglioso di quello che è successo, ma fa parte del viaggio. Non si possono fare solo cose buone.” ha aggiunto Zinedine Zidane.
Per lui l’Italia non è solo questo colpo di testa in finale. Prima aveva vinto Squadra bluin particolare, nei quarti di finale della Coppa del Mondo 1998, e poi nella finale di Euro 2000. Ha giocato per cinque anni principalmente nella Juventus di Torino tra il 1996 e il 2001, vincendo due volte il campionato italiano e il Pallone d’Oro nel 1998. “Per me la Juve è stata molto speciale, forse è lì che sono diventato un giocatore importante”.dice.
A Torino o durante tutta la partita, “segna a sinistrascrive il giornalista italiano Claudio Palmieri. Non come Maradona, un grande giocatore del Napoli, ma è uno dei più grandi giocatori che abbiamo mai visto in un periodo in cui la Serie A era un campionato enorme, ed è molto rispettato per questo.. Julia Zonka, giornalista a Torino premereva ancora oltre : “In Italia è visto come un dio, è una leggenda che ha fatto la storia del calcio. A fine carriera credo fosse più stimato in Italia che in Francia, forse meno ora che è l’allenatore della Francia”.
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Sbattere la testa contro il materasso non ha cambiato la sua immagine. “Non ci pensiamo, conserviamo le immagini festive di quel giorno”continua il giornalista. “Può darsi che abbia avuto un effetto positivo anche sulla sua immagine. L’Italia è un Paese che ama il ‘dramma’, il suo titolo è simbolico, è un gesto umano, perché la provocazione di Materazzi non è stata bella. Dal punto di vista psicologico potrebbe aver permesso all’Italia di vincere questa finale.“, guarda Claudio Palmieri.
Questo gesto ha ulteriormente motivato Zinedine Zidane a diventare l’allenatore dei Blues. Questo finale mancato gli ha fatto venire voglia di espandere la storia con la squadra francese? “Oui!”ha risposto direttamente giovedì. “Fino al 2006 non sapevo che avrei fatto l’allenatore. Quindi per me è stata la fine ed è stato molto complicato. Ma credo nella vita, nelle cose positive ed eccomi qui oggi, voglio dare il massimo”.. Con questo in mente, la sua prima apparizione da allenatore al Marsiglia allo Stade de France dovrebbe essere emozionante.