Sebbene l’ex principe Andrea debba affrontare gravi accuse, rimane fiducioso, secondo l’insider. Una denuncia legale contro i mandati di perquisizione della polizia ha segnato l’inizio del suo rilascio.
Giovedì (8 ottobre) si terrà presso l’Alta Corte di Londra un’udienza segreta nella causa intentata da Andrew Mountbatten-Windsor (66). L’ex principe vuole che il mandato di perquisizione che ha portato all’irruzione nella sua proprietà il 19 febbraio 2026 sia invalidato.
Come riporta il quotidiano britannico “The Sun”, egli chiede un controllo giurisdizionale sull’operato della polizia. Al momento non è chiaro se il ricorrente sarà presente all’appuntamento.
Re Carlo non pagò Andrea
È probabile che l’ex principe Andrea dovrà pagare le proprie spese legali, come il re Carlo III. (77) hanno confermato il rifiuto del sostegno finanziario. Tuttavia, l’ex principe, che ora vive in isolamento nella tenuta reale di Norfolk, non si scoraggia.
Un suo caro confidente ha spiegato il suo stato d’animo al Sun: “Nonostante tutto quello che ha passato, sembra incredibilmente fiducioso e davvero ottimista”. Apparentemente vede l’azione legale come un segnale importante: “Crede davvero che un giorno sarà completamente scagionato. Crede che questo sia il primo passo in quella direzione”.
Indagini contro l’ex principe Andrea nel caso Epstein
La polizia ha arrestato Andrew il giorno del suo 66esimo compleanno, il 19 febbraio 2026, con l’accusa di cattiva condotta in una carica pubblica. L’inchiesta è legata al cosiddetto dossier Epstein.
Durante quel periodo, tra il 19 e il 24 febbraio 2026, furono perquisite la loggia di Sandringham e la loggia reale di Windsor. Tuttavia, gli esperti legali hanno espresso dubbi al “The Sun” sul successo della causa, perché alla polizia è stato permesso di conservare le prove sequestrate anche se la decisione era inammissibile.