La principale persona coinvolta non ha spiegato il suo comportamento. Ma le immagini suggeriscono gesti volontari e perfino pianificati. Il difensore dell’Argentina Cristian Romero si è rifiutato di stringere la mano a Donald Trump durante una cerimonia di premiazione domenica al MetLife Stadium.
Dopo la finale persa contro la Spagna (0-1), il numero 13 dell’Albiceleste è salito sulla pedana in mezzo al campo, come tutti i suoi compagni di squadra, per ricevere la sua ultima medaglia ai Mondiali.
La notte da sogno di Romero
Il difensore 28enne ha poi stretto la mano a Gianni Infantino che ha restituito al collo il suo fidanzato prima di oltrepassare velocemente Donald Trump senza salutare, mentre prima di lui lo avevano fatto tutti i suoi compagni di squadra.
Cristian Romero ha poi proseguito il suo viaggio stringendo la mano al primo ministro messicano Claudia Sheinbaum e al suo omologo canadese Mark Carney, senza rivolgersi al presidente Trump.
Lo staff della Casa Bianca non ha reagito minimamente a questo piccolo gesto, e ha continuato a distribuire premi e a stringere mani come se nulla fosse accaduto. Sempre presente ai festeggiamenti post partita, il presidente americano si è distinto soprattutto per aver provato a posare nella foto ufficiale della premiazione della medaglia della Roja.
Per conto suo, Cristian Romero ha vissuto una serata molto difficile. Infortunato e costretto a lasciare i compagni al 70′, il difensore del Tottenham ha assistito impotente alla sconfitta dei suoi compagni alla fine dei tempi supplementari.
Dopo aver ricevuto la medaglia, gli argentini sono andati a salutare i loro tifosi sul palco del MetLife Stadium, senza voltarsi per consegnare il trofeo agli spagnoli.