Oggi, venerdì, Francia e Germania hanno raggiunto un accordo su una posizione comune che garantisce il futuro dell’industria automobilistica europea. Ciò ha portato ad una dichiarazione congiunta dei due governi.
“La nostra ambizione condivisa è chiara: trasformare con successo la nostra industria automobilistica, mantenendo al contempo le nostre ambizioni climatiche e garantendo che le auto del futuro siano prodotte in Europa”, affermano.
Nel testo ci sono ormai più dichiarazioni di intenti che proposizioni concrete. “La nostra tabella di marcia non cambierà: ottenere riduzioni significative delle emissioni di CO₂ rafforzando al tempo stesso la capacità dell’Europa di sviluppare e produrre la prossima generazione di veicoli elettrici. In pratica questa è la volontà europea: garantire che la transizione verso una mobilità più pulita vada di pari passo con gli investimenti, l’innovazione e la produzione in Francia, Germania e in tutta Europa.”
Entrambi i paesi sono scettici riguardo al quadro normativo dell’UE per la sostenibilità del settore in un momento in cui si trovano ad affrontare la concorrenza con la Cina e una transizione energetica.
Per questo motivo, il rapporto sottolinea la “flessibilità normativa necessaria per tenere conto delle diverse realtà e condizioni tecniche dei mercati”.
Allo stesso tempo si parla di “incentivi aziendali per investimenti, ricerca e sviluppo, manifattura europea e filiere flessibili”, ma senza specificare.
Tra il 2019 e il 2023, secondo l’OCSE e la Commissione Europea, l’occupazione nella produzione automobilistica in Europa diminuirà di quasi il 9% e i fornitori perderanno circa 110.000 posti di lavoro. Una società di consulenza sui trasporti e sull’ambiente ha stimato che un milione di posti di lavoro potrebbero essere persi nel settore automobilistico nel prossimo decennio. Volkswagen prevede 50.000 licenziamenti entro il 2030, raddoppiando a 100.000.
Nell’agosto 2026, la quota colloca i marchi cinesi all’11,3% delle immatricolazioni di auto nuove in Europa, in aumento rispetto al 7,1% nell’agosto 2025, quasi il doppio dell’anno precedente. L’Unione Europea e la Cina hanno raggiunto un accordo per limitare le esportazioni di ibridi di fabbricazione cinese a 350.000 veicoli entro il 2027, rispetto ai circa 800.000 veicoli previsti quest’anno. Le tariffe imposte sulle auto elettriche cinesi a batteria nel 2024 escludevano le ibride, contribuendo a un forte aumento delle esportazioni.
Il pacchetto presentato dalla Commissione nel dicembre 2025 prevede una riduzione del 90% delle emissioni a partire dal 2035 attraverso l’elettrificazione, con il restante 10% compensato dall’acciaio a basse emissioni prodotto nell’UE o da combustibili rinnovabili e sintetici. Secondo Reuters, Francia e Germania propongono di mantenere il 90% della riduzione, mentre il restante 10% non richiederà compensi aggiuntivi, compresi alcuni combustibili rinnovabili prodotti in Europa. Tuttavia, questo accordo bilaterale non sostituisce di per sé il diritto europeo: necessita ancora di negoziazione e approvazione a livello comunitario.
La posizione comune di Parigi e Berlino ha un peso industriale considerevole: Germania e Francia accumulano circa 1,1 milioni di posti di lavoro diretti nella produzione di veicoli e componenti, il 45% del totale Ue (senza contare quelli indiretti).