Il giorno dopo il primo lancio di prova del missile balistico strategico mare-superficie con capacità nucleare M51.3, lanciato da un sottomarino al largo di Finisterre, la Russia ha denunciato mercoledì 7 ottobre la “militarizzazione” dell’Unione europea.
Il Cremlino ha respinto la “militarizzazione” dell’Unione europea mercoledì 7 ottobre, il giorno dopo il test francese di un nuovo missile intercontinentale con capacità nucleare al quale ha assistito il presidente Emmanuel Macron.
“È un messaggio forte e chiaro (…). L’Europa è ossessionata dall’idea della militarizzazione”, ha detto ai giornalisti il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, stimando che l’UE “sta cercando di trasformare il blocco economico in un blocco politico-militare”.
Secondo lui l’UE “basa la propria identità in termini di difesa e sicurezza sul confronto con la Russia”, descrivendo la politica come un “vicolo cieco”.
“Di fronte ad azioni così aggressive e a tali progetti, la Russia resta vigile” e “prende tutte le misure necessarie per garantire la sua sicurezza”, ha aggiunto, confermando che Mosca resta “aperta al dialogo”.
Uno scatto di pratica in Bretagna
“Crediamo che qualsiasi problema dovrebbe essere risolto non con lanci missilistici di natura dimostrativa, ma attraverso il dialogo”, ha assicurato Dmitry Peskov.
Emmanuel Macron ha assistito martedì mattina al primo lancio di prova del missile balistico strategico mare-superficie M51.3, con capacità nucleare, lanciato da un sottomarino al largo di Finisterre, in Bretagna. La prova arriva in un contesto sempre più teso in Europa, dove diversi Paesi accusano Mosca di una serie di attacchi “ibridi”.
Il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito la settimana scorsa che il suo Paese “non ha intenzione di attaccare nessuno”. Egli ha tuttavia avvertito che la Russia si difenderà in caso di attacco dei paesi della NATO sul suo territorio con “tutti i tipi di armi” a sua disposizione.