opinione | Perché i rami esecutivi sono nella posizione migliore per valutare i rischi per la sicurezza nazionale


L’ultima introduzione di A Legislazione sussidiaria A Hong Kong, per quanto riguarda la procedura appropriata da seguire in caso di reati di sicurezza non nazionali che coinvolgono considerazioni di sicurezza nazionale, non sorprende che alcuni abbiano spinto a rivedere il potere dell’amministratore delegato, concesso dalla legge sulla sicurezza nazionale del 2020, di rilasciare un certificato se un atto coinvolge questioni di sicurezza nazionale.
Che alcune persone esprimano preoccupazione per il fatto che un’opera così importante sia Lasciato all’esecutivo E che la magistratura non sia comprensibile solo perché non è riuscita a comprendere la logica del governo dietro questa distinzione.

Molte giurisdizioni di common law accettano che la corte non sia un foro appropriato per decidere questioni di sicurezza nazionale. Si noti che mi riferisco a questioni di sicurezza nazionale e non a reati legati alla sicurezza nazionale. C’è una differenza fondamentale.

Negli Stati Uniti questa differenza è riconosciuta e accettata da decenni. I casi della Corte Suprema, da Navy vs. Egan (1988) a Holder vs. Humanitarian Law Project (2010) fino al recente caso FBI vs. Fazaga (2022), hanno ripetutamente confermato che le valutazioni del rischio per la sicurezza nazionale rientrano nella competenza esclusiva del ramo esecutivo perché richiedono un giudizio predittivo basato su informazioni sensibili.

I tribunali non possono soddisfare queste decisioni in via secondaria perché non hanno la competenza istituzionale necessaria per valutare informazioni sensibili o valutazioni delle minacce. Ne consegue che esiste una chiara e necessaria distinzione tra le determinazioni esecutive sulla sicurezza nazionale e il giudizio giudiziario sui crimini legati alla sicurezza nazionale..

(Da sinistra) Il segretario alla sicurezza di Hong Kong Chris Tang Ping-keung e il segretario alla giustizia Paul Lam Ting-kwok incontrano i media presso il complesso del Consiglio legislativo l’8 giugno, mentre il governo proponeva una legislazione per chiarire la definizione di reati contro la sicurezza nazionale. Foto: Sam Tsang

La situazione in Gran Bretagna non è diversa. Nel caso emblematico del caso Secretary of State for the Home Department v. Rehman (2001), la Camera dei Lord, allora la più alta corte britannica, riaffermò il principio secondo cui identificare una minaccia alla sicurezza nazionale è una funzione esecutiva, non giudiziaria, e che i tribunali non possono sostituire la propria valutazione del rischio per la sicurezza nazionale con quella del ministro dell’Interno.



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