Accordo discutibile: il giudice approva il controverso accordo di Musk con l’autorità di regolamentazione del mercato azionario

Un giudice federale statunitense ha escluso l’accordo tra la Securities and Exchange Commission statunitense e il miliardario tecnologico Elon Musk nella disputa sulla divulgazione tardiva nell’acquisizione di Twitter. A Washington, il giudice distrettuale Sparkle Sooknanan ha espresso notevole preoccupazione, ma ha visto poco spazio per giudicare l’equità e l’adeguatezza dell’accordo. Né la SEC né gli avvocati di Musk hanno commentato.

Musk ha acquisito il servizio di messaggistica breve Twitter per 44 miliardi di dollari nel 2022 e successivamente lo ha ribattezzato “X”. Commissione per i titoli e gli scambi degli Stati Uniti SEZ lo ha accusato di aver reso pubblico il massiccio acquisto di azioni di Twitter troppo tardi per questa acquisizione. Grazie a questa segretezza, ha potuto acquistare le azioni sul mercato ad un prezzo notevolmente più basso, risparmiando, secondo l’accusa, circa 150 milioni di dollari. Le persone interessate erano investitori ordinari che avevano il diritto di essere informati in tempo utile sui piani di acquisizione di Musk. Lo stesso Musk si era sempre difeso affermando che la divulgazione tardiva non era intenzionale.

Un accordo dubbio

Inizialmente la SEC voleva che Musk restituisse quei 150 milioni di dollari agli investitori defraudati come ingiusto arricchimento. Ma nel maggio 2026 il caso ha preso una svolta sorprendente. La SEC e gli avvocati di Musk hanno improvvisamente presentato alla corte un accordo pronto.

I dettagli di questo accordo sono sorprendenti: Musk, come privato, è completamente fuori dalla linea di tiro. La sanzione è invece rivolta a una tipologia di società di gestione patrimoniale, la “Elon Musk Revocable Trust”, di cui lo stesso Musk è unico fiduciario e beneficiario. E invece di dover rimborsare 150 milioni di dollari, l’accordo prevede solo una sanzione civile di 1,5 milioni di dollari. Il denaro non ritorna agli investitori danneggiati ma direttamente al tesoro.

La frustrazione dell’arbitro

Nella sua sentenza, il giudice Sooknanan non ha nascosto la sua frustrazione, sottolineando che “alcuni aspetti di questo accordo sollevano segnali d’allarme” e sono motivo di preoccupazione. Si è apertamente chiesta perché la Securities and Exchange Commission abbia permesso che il trust venisse inserito nel processo all’ultimo minuto, apparentemente al solo scopo di consentire a Musk di affermare pubblicamente di non essere stato incriminato personalmente.

Legalmente, tuttavia, il giudice aveva le mani legate. Come ha spiegato Sooknanan, un tribunale non è solo una “macchina da stampa” quando si tratta di accordi di questo tipo, ma non è nemmeno un “difensore civico” che conduce le proprie indagini. Finché un accordo non “affronta la magistratura” e soddisfa gli standard minimi assoluti di equità, il tribunale deve accettarlo, anche se ritiene l’accordo inappropriato.

© dpa-infocom, dpa:260709-930-358004/1



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