La definizione di business casual è stata a lungo un obiettivo in movimento, evolvendosi così tanto negli ultimi decenni che è difficile dire cosa significhi più. Questo è il risultato di diverse forze che si intersecano (e spesso opposte) sul posto di lavoro: l’allentamento delle regole sull’abbigliamento da ufficio iniziato con il Casual Friday degli anni ’90, l’ondata di lavoro dipendente dei primi anni 2020 e il ritorno in ufficio (e con esso, gli abiti) negli ultimi anni. Se si aggiunge la tendenza dei codici di abbigliamento a variare in base alla professione, alla geografia e alla cultura aziendale, la strana via di mezzo tra formale e casual diventa un ago ancora più complicato di un filo. Per chiunque cerchi una guida, Miles Teller e Adam Driver, che sono apparsi insieme questa settimana alla première del loro nuovo film al New York Film Festival. Tigre di carta, offre due percorsi stellari, anche se spiritualmente e stilisticamente diversi.
Cominciamo con Teller, il duo leggermente più elegante. L’intero outfit è rimasto fedele alla tavolozza grigio-beige e alla combinazione di silhouette ampia e squadrata che incanala l’Armani vintage sia nei colori che nella vestibilità. La camicia è particolarmente bella: tagliata ampia sul corpo e infilata nei pantaloni con pieghe che cadono leggermente sulle scarpe. Una versione più aderente dello stesso look può farlo sembrare un uomo d’affari, ma il tessuto extra è comunque rilassato. Poi ci sono le scarpe. Invece dei previsti mocassini in pelle, Teller indossava un paio di stivali neri da sballo, un dettaglio che aggiungeva carattere mentre parlava della vita al di fuori del suo lavoro quotidiano.
L’autista si avvicina al lodge dalla direzione opposta, optando per abiti che evocano la fase del boscaiolo dei primi anni 2010. (O, in modo più lusinghiero, un giovane Harrison Ford.) Invece dell’ovvio plaid di bufalo, Driver ha optato per una camicia micro-plaid più intelligente sopra una maglietta verde oliva e jeans scuri. Quella camicia bianco sporco è un bel dettaglio: fa sembrare tutto più vivo e meno simile a un completo da giubbotto stampa assemblato con filati freschi di scatola. Anche l’autista indossa scarpe, ma opta per i mocassini Red Wings, un tipo di scarpa da lavoro robusta che sta perdendo popolarità ma sta sempre bene se abbinata a un bel denim.
Il messaggio generale è che, a seconda del settore in cui svolgi, il business casual nel 2026 non richiede una categoria di abbigliamento separata. Il Cassiere se la cava con pantaloni con piega, abbottonature larghe e scarpe logore; L’autista indossa una camicia a quadri, jeans scuri e stivali da lavoro, tutte cose che molti uomini già possiedono. Invece di comprarti un paio di “snoafers” o blazer insoliti tagliati con tessuti performanti, il trucco per inchiodare il business casual è mantenere le cose semplici. Questo non vuol dire che la definizione di business casual non continuerà ad evolversi, ma canalizzare un Armani vintage o un giovane Harrison Ford è sempre una scommessa sicura per avere un bell’aspetto.